Manovra, fondi pensione salvi da “bail in”

Manovra, fondi pensione salvi da “bail in”

Via libera della Commissione Bilancio alla manovra-bis con mandato al relatore. Il testo approderà in Aula a Montecitorio domani pomeriggio con l’avvio della discussione generale.
La previdenza complementare esclusa dal “BAILIN”.
Dal 1° gennaio è pienamente applicabile la Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive), recepita in Italia dai D.lgs. n. 180 e 181 del 16 novembre 2015. La normativa introduce nuove regole volte a prevenire e gestire le crisi di banche e imprese di investimento.

Le nuove regole introducono una serie di misure che hanno lo scopo di rendere più difficile e raro il manifestarsi di nuove crisi e, al contempo, intendono gestire le eventuali crisi utilizzando risorse private – presenti all’interno della banca stessa – in modo da evitare che il costo dei salvataggi gravi sui contribuenti e sul deficit pubblico.
Se, nonostante il rafforzamento dell’attività preventiva di vigilanza si dovesse manifestare la crisi di una banca, le Autorità di Risoluzione (in Italia, Banca d’Italia) potranno avviare la procedura di Risoluzione ed applicare una serie di misure, tra le quali il cosiddetto Bail-in. Con il Bail-in gli azionisti ed i creditori della banca possono essere chiamati a contribuire con i propri fondi all’assorbimento delle perdite, secondo una precisa gerarchia.
I fondi di previdenza complementare saranno esclusi dal bail in. E’ quanto stabilito da un emendamento alla manovra-bis (primo firmatario Giovanni Sanga) approvato in Commissione Bilancio, secondo cui “sulle somme di denaro e sugli strumenti finanziari della forma pensionistica complementare depositate a qualsiasi titolo presso un depositario non sono ammesse azioni di azioni dei creditori del depositario, del sub-depositario, o nell’interesse degli stessi”.
PIU’ FACILI CESSIONI NPL Le società di cartolarizzazione cessionarie dei crediti deteriorati ceduti da banche e intermediari finanziari potranno concedere finanziamenti finalizzati a migliorare le prospettive di recupero degli stessi crediti e favorire il ritorno in bonis del debitore ceduto. Lo prevede un emendamento alla manovra-bis approvato in Commissione Bilancio della Camera, volto a facilitare la cessione degli npl e creare un mercato attraverso forme di cartolarizzazione.

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