La Cassa Depositi e prestiti colloca la prima emissione «social» per 500 milioni

La Cassa Depositi e prestiti colloca la prima emissione «social» per 500 milioni
La Cassa Depositi e prestiti colloca la prima emissione «social» per 500 milioni
Cassa depositi e prestiti ha collocato la sua prima emissione obbligazionaria pubblica «Social» nel mercato dei capitali internazionale. Si tratta del primo «Social Bond» lanciato da un emittente Italiano, nonché la prima emissione obbligazionaria «Social» in Europa dedicata ad aree colpite da calamità naturali.
I fondi raccolti, si legge nella nota di Cdp, finanzieranno Pmi italiane con meno di 250 addetti, attraverso Plafond di liquidità tramite il sistema bancario. Tali Pmi non devono essere coinvolte in attività controverse e devono essere localizzate nelle aree economicamente meno sviluppate del paese o in aree colpite da disastri naturali. I fondi raccolti verranno gestiti tramite la Gestione separata di Cdp. L’emissione obbligazionaria «Social» si ispira al punto 8 degli United Nations Sustainable Development Goal: «Decent Work and Economic Growth» ed è in linea con i Social Bond Principles 2017 dell’International Capital Market Association , che si focalizzano sulla «creazione di occupazione anche attraverso il potenziale effetto del finanziamento e micro-finanziamento delle Pmi».
L’operazione del valore nominale di 500 milioni di euro, a tasso fisso, non subordinata e non assistita da garanzie, ha una durata di cinque anni e prevede una cedola annuale dello 0,75% ed un prezzo di riofferta di 99,839%. É destinata agli investitori istituzionali.
La  domanda è stata di circa 2,25 miliardi di euro, pari a circa 5 volte l’ammontare dell’offerta. L’emissione ha suscitato notevole interesse da parte di investitori esteri, che hanno sottoscritto oltre il 70% del totale, facendo registrare anche una significativa presenza di investitori socialmente responsabili. Per quanto riguarda la tipologia degli investitori, il 49% dei sottoscrittori è stato rappresentato da fondi d’investimento e da società di gestione, il 31% da istituzioni bancarie, il 13% da compagnie assicurative e fondi pensione e il rimanente 7% da banche centrali e altri investitori.

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