Il tavolo tra governo e sindacati aggiornato a martedì 21

Il tavolo tra governo e sindacati aggiornato a martedì 21

Il confronto sulle pensioni tra governo e sindacati è stato rinviato a martedì 21 novembre 2017.

Oggi, 18 novembre, il premier Paolo Gentiloni ha presentato due nuove proposte: lo stop al rialzo dell’età pensionabile anche per le pensioni di anzianità e un fondo per la proroga dell’Ape sociale
Dal punto di vista degli impegni assunti dal governo nel settembre 2016 rispetto alla fase due, le distanze  paiono evidenti. Troppo ristretta anche con la proposta fatta oggi, la platea dei beneficiari delle agevolazioni sull’aumento dell’età per la pensione.
Oltre che sulle donne Camusso sottolinea “nessuna disponibilità da parte del governo” sui giovani. Quanto agli esentati dall’innalzamento dei requisiti per la pensione, continuiamo a parlare di una platea molto ridotta e le novità non cambiano il numero e le dimension

La proposta del governo
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha portato al tavolo due nuove proposte che si aggiungono al pacchetto pensioni del governo. La prima – come riferiscono le agenzie – riguarda l’estensione anche alle pensioni di anzianità (oltre alle pensioni di vecchiaia) delle esenzioni dall’aumento di cinque mesi delle categorie definite gravose. Finora il governo aveva escluso dall’aumento dell’età pensionabile, determinante per accedere alla pensione di vecchiaia, quella che dipende cioè soltanto dall’età, 15 categorie lavorative. Con la nuova proposta, sempre per quanto riguarda le medesime categorie, si estende la salvaguardia anche per i lavoratori che vanno in pensione per anzianità contributiva.
Per andare in pensione in anticipo rispetto all’età di vecchiaia (l’ex pensione di anzianità contributiva) dal 2019 saranno infatti necessari 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Questo lo scatto conseguente all’adeguamento dell’aspettativa di vita, aumentata di 5 mesi. Al momento per l’uscita anticipata verso la pensione ci vogliono 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 e 10 mesi per le donne. La nuova proposta del governo allarga lo stop già proposto per le 15 categorie di lavori gravosi, per i quali è stata prospettata l’esenzione dall’aumento (sempre di cinque mesi) dell’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni dal 2019 (oggi a 66 anni e 7 mesi).
La seconda proposta è l’istituzione di un fondo per i potenziali risparmi di spesa con l’obiettivo di consentire la proroga e la messa a regime dell’Ape sociale. Le proposte sono contenute in un documento di tre pagine sui quali i sindacati si sono poi confrontati.
fonte Rassegna.it

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