Fondi pensione e innovazione: sfida accettata?

Fondi pensione e innovazione: sfida accettata?

Troppo spesso fondi pensione e innovazione non vanno di pari passo, tanto che l’accostamento tra i due concetti pare quasi azzardato: l’industria della previdenza complementare è però ora chiamata a un cambio di marcia, per rendersi attrattiva alle nuove generazioni e rispondere alle sfide europee

Partendo dalle parole del Presidente della COVIP Mario Padula che, in occasione della Relazione annuale della Commissione di Vigilanza, ha sottolineato la necessità di “uno scatto innovativo” da parte dei fondi pensione, emerge l’esigenza di una riflessione ampia sul connubio “fondi pensione e innovazione”: non si tratta di chiedere ai fondi la disponibilità di un sito internet istituzionale o di una app a favore dei propri iscritti (elementi dati quasi per “scontati”), ma di intraprendere un vero e proprio percorso che possa portare a offrire un prodotto attrattivo per un numero sempre maggiore di persone e che possa competere anche nel nuovo contesto europeo che si andrà a delineare con l’introduzione dei PEPP.
Riportata in questi termini, l’innovazione è ancora un contenitore vuoto, per esempio la modalità di adesione online.
Se questo è il primo passo, i successivi coinvolgono, necessariamente, la fase di erogazione e dovrebbero consentire agli iscritti di avere un’utenza dispositiva (già attiva per gli utenti di banche) tale che possa permettere, qualora sussistano le condizioni richieste dalla normativa e del regolamento del fondo, di accedere agli anticipi (spese mediche, acquisto-costruzione o ristrutturazione prima casa) o di disporre la liquidazione/trasferimento del proprio fondo pensione direttamente attraverso l’accesso alla propria area riservata. Il percorso intrapreso permetterebbe di eliminare definitivamente uno strumento obsoleto e costoso per l’iscritto, il fax, o la necessità di avere un account di posta elettronica, già sorpassato dalla flessibilità degli smartphone.
L’innovazione nel fondo pensione deve poi riguardare anche gli aspetti finanziari: l’offerta di comparti d’investimento così come tradizionalmente definita rischia di essere velocemente sorpassata da quanto introdurranno, sul tema, i nuovi strumenti pensionistici europei (PEPP).  Bisogna raggiungere le persone perché non perdano l’opportunità di partecipare ai fondi pensione. Per i fondi negoziali è perciò centrale il tema della prossimità al lavoratore…”. Innovazione, quindi, anche in fase preliminare all’adesione: la possibilità di mettere a disposizione stime personalizzate e personalizzabili che considerino la copertura fornita del primo pilastro (anche grazie al servizio INPS “la mia pensiona futura”) permetterebbe ai potenziali aderenti di capire quanto e come lo strumento “fondo pensione” può rispondere alle loro esigenze future.
Vicinanza al lavoratore, capirne le esigenze e disponibilità di uno strumento, il fondo pensione che efficacemente risponda alle domande e possa adattarsi in modo flessibile al mondo che lo circonda: ecco la sfida dei fondi negoziali 4.0. Siamo pronti ad accettarla?
Nicola Barbiero
fonte: il punto pensioni e lavoro

 

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