Inps: la dismissione del Pin in favore dello Spid

Inps: la dismissione del Pin in favore dello Spid

Con Circolare n° 95 del 02-07-2021 l’Inps ha reso noto di aver avviato il processo di dismissione del PIN INPS in favore dei nuovi strumenti di identificazione digitale (SPID, CIE e CNS).
L’Istituto, con la circolare n. 87 del 17 luglio 2020, comunicò che dal 1° ottobre 2020 non avrebbe più rilasciato nuovi PIN, per favorire il passaggio verso nuovi strumenti di autenticazione per l’accesso ai servizi web della pubblica Amministrazione, ossia il Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), la Carta di Identità Elettronica (CIE) e la Carta Nazionale dei Servizi (CNS).
L’impiego di tali strumenti per la gestione dell’identità digitale offre maggiori livelli di sicurezza di accesso e il vantaggio di utilizzare una sola identità digitale per potere interagire con tutte le pubbliche Amministrazioni.
Pertanto a partire dal 1° settembre 2021 non sarà più consentito l’accesso tramite PIN ai servizi online.
Mentre43 l’accesso con il Pin era estremamente facile, con lo Spid si sono evidenziate molte criticità, come per esempio disporre contemporaneamente del PC e dello smarphone dove viene inviato un codice da inse4rire, oppure, sullo smartphone passare da un’applicazione all’altra, leggere il rettangolino Qr prima che scompaia, digitare il codice di accesso, che nel 90% dei caso viene comunicato che è errato, nonostante non sia così.
Per ovviare a questi disagi l’Inps avvierà una campagna di comunicazione sulle modalità e dei termini di utilizzo delle nuove credenziali SPID, CIE e CNS, che saranno resi noti sul sito Inps e sui social network, presso gli intermediari autorizzati e gli stakeholder (?, letteralmente portatori di interessi) dell’Istituto. Probabilmente questi si configurano nei patronati, sindacati e associazioni di consumatori), interlocutori quanto mai indispensabili per unire oggi più che mai il cittadino alla burocrazia, che nonostante tutti gli sforzi è sempre più lontana dai cittadini specie con la pandemia ed il conseguente lavoro a distanza.

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