I sindacati sollecitano la riforma delle pensioni resa più urgente dalla pandemia Covid 19

I sindacati sollecitano la riforma delle pensioni resa più urgente dalla pandemia Covid 19

Il 28 luglio 2021 a Roma si è tenuto un incontro sulla previdenza fra il PD e le Organizzazioni sindacali confederali che ieri hanno aperto sul tema il confronto con il Governo. È quanto si legge in una nota unitaria di Cgil, Cisl, Uil. L’incontro segue quello fatto con i 5 Stelle e proseguiranno con gli altri partiti.

Le organizzazioni sindacali, rappresentate dai Segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga, Domenico Proietti, hanno ribadito la necessità di arrivare ad un intervento complessivo sulla previdenza che, alla luce delle proposte contenute nella Piattaforma unitaria e presentate al Ministro del lavoro Andrea Orlando, consenta l’accesso flessibile alla pensione a partire dai 62 anni, 41 anni di contributi a prescindere dall’età anagrafica, il riconoscimento previdenziale dei lavori gravosi, di cura svolto in particolare dalle donne, la tutela del lavoro discontinuo o a basso reddito dei lavoratori più giovani, il rilancio della previdenza complementare, il ripristino della piena rivalutazione delle pensioni e l’ampliamento e l’incremento della quattordicesima.

Cgil Cisl e Uil hanno inoltre sottolineato come un intervento sulle pensioni in grado di rispondere ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici deve essere assunto come urgente dalle forze politiche e governative alla luce dell’attuale contesto di difficoltà economica e sociale ed è quindi importante che possa trovare riscontro nella prossima legge di bilancio. I parlamentari presenti hanno condiviso le preoccupazioni del sindacato e la necessità di un misure adeguate sulla previdenza confermando l’attenzione alle proposte presentate dal sindacato anche prevedendo successivi incontri di approfondimento.
Le richieste si fanno forti, almeno per quanto riguarda la CGIL Roma, 14 luglio – L’analisi elaborata dall’Osservatorio sulla Previdenza della Cgil e della Fondazione Di Vittorio sui costi della pensione anticipata con 41 anni di contribuzione, pubblicati il 14 luglio 2021. Essi prevedono un costo massimo nel 2022 pari a 1mld 242 milioni che diminuisce negli anni successivi .

Il costo di tale intervento è così stimato tenendo anche conto dell’esperienza di ‘Quota 100’ che ha ampiamente dimostrato che, in un sistema misto, non tutti coloro che possono accedere al pensionamento anticipato decidono effettivamente di utilizzare questa possibilità. E questo avverrà in misura sempre maggiore nei prossimi anni essendo il sistema contributivo molto più incentivante alla permanenza al lavoro.

 

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