Padula (Covip): «Pensioni, doveri e obblighi per non restare ultimi»

Padula (Covip): «Pensioni, doveri e obblighi per non restare ultimi»

Mario Padula, presidente della Covip, la Commissione di vigilanza sui Fondi pensione, ci tiene a cominciare con una precisazione : «Sgombriamo subito il campo da un equivoco. L’educazione alle scelte in ambito finanziario, assicurativo e previdenziale è fondamentale ma non può sostituire una buona regolamentazione e una attenta vigilanza il cui scopo è appunto promuovere e realizzare le migliori condizioni in cui quelle scelte si possono attuare.

«È indispensabile possedere alcune semplici ma fondamentali nozioni per scegliere in modo consapevole un mutuo, una polizza assicurativa o un piano pensionistico. Queste nozioni, tra le quali spiccano quella di interesse composto, del principio di diversificazione e di inflazione, sono trasversali ai diversi ambiti di scelta, quello meramente finanziario, quello assicurativo e quello previdenziale. Ci sono poi temi di carattere più strettamente previdenziale che hanno rilievo non solo per le scelte in quell’ambito, ma che costituiscono il presupposto per una piena cittadinanza economica».
Un esempio.
«A nessuno dovrebbe sfuggire che in un regime pensionistico a ripartizione, come il nostro primo pilastro, più bassa è l’età pensionabile di una generazione, maggiore dovrà essere la contribuzione o l’età pensionabile delle generazioni successive; tanto più quanto meno crescono economia e popolazione. Più banalmente, a un vantaggio per una generazione si contrappongono svantaggi per altre, più giovani generazioni».
Vale già come una prima lezione generale. Quali luoghi e quali momenti potrebbero essere più propizi all’educazione previdenziale? Scuola, lavoro, siti e social media…
«Le nozioni di base andrebbero acquisite prima possibile, cominciando dalla scuola.  Se in banca mi propongono di investire tutta la liquidazione in un singolo prodotto finanziario, magari emesso da quella stessa banca, vale sempre la pena di farsi una domanda semplice e antica: “A chi giova?”. Naturalmente, come ho premesso, l’educazione finanziaria non ridimensiona la funzione e le responsabilità delle autorità preposte a regolare e vigilare. La maggiore consapevolezza nelle scelte cui dovrebbe condurre, rappresenta viceversa un ulteriore elemento di crescita del sistema nel suo complesso, regolatori e vigilanti compresi».
di Marco Barbieri
fonte: Il Messaggero

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