La legge di bilancio 2017, la legge 232/2016 ha disposto ulteriori benefici fiscali per gli aderenti alla previdenza complementare.

Contributi alle forme pensionistiche complementari

 

  1. I contributi alle forme pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo n. 252/05, versati, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme anche se eccedenti i limiti di 5.164,57 e ai lavoratori di prima occupazione successiva alla data di entrata in vigore del 252/05 e, limitatamente ai primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di 5.164,57 euro pari alla differenza tra l’importo di 25.822,85 euro e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche e comunque per un importo non superiore a 2.582,29 euro annui. Tali contributi non concorrono a formare la parte imponibile delle prestazioni pensionistiche complementari. Le prestazioni pensionistiche complementari erogate in forma di capitale sono imponibili per il loro ammontare complessivo al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta. Le prestazioni pensionistiche complementari erogate in forma di rendita sono imponibili per il loro ammontare complessivo al netto della parte corrispondente ai redditi già assoggettati ad imposta. Sulla parte imponibile delle prestazioni pensionistiche comunque erogate è operata una ritenuta a titolo d’imposta con l’aliquota del 15 per cento ridotta di una quota pari a 0,30 punti percentuali per ogni anno eccedente il quindicesimo anno di partecipazione a forme pensionistiche complementari con un limite massimo di riduzione di 6 punti percentuali. Nel caso di prestazioni erogate in forma di capitale la ritenuta di cui al periodo precedente e’ applicata dalla forma pensionistica a cui risulta iscritto il lavoratore; nel caso di prestazioni erogate in forma di rendita tale ritenuta e’ applicata dai soggetti eroganti. b) i contributi di assistenza sanitaria versati per scelta del lavoratore in sostituzione, in

tutto o in parte, anche se eccedenti i limiti,

  1. c) il valore delle azioni ricevute, per scelta del lavoratore, in sostituzione, in tutto o in parte, delle somme anche se eccedente il limite e delle condizioni dallo stesso stabilite »;

Le  disposizioni  trovano applicazione per il settore privato e con riferimento ai titolari  di reddito di lavoro dipendente  di  importo  non  superiore,  nell’anno precedente quello di percezione delle somme, a euro 80.000.

Il limite di cui al comma 182 e’ aumentato fino ad un  importo non  superiore  a  4.000  euro  per  le   aziende   che   coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Non concorrono a formare reddito i contributi e i premi versati dal datore di lavoro a favore della generalità dei dipendenti o di categorie di dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.

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