TFR 2026: la rivoluzione del silenzio‑assenso nei fondi pensione dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una delle riforme più rilevanti degli ultimi anni in materia di lavoro: il nuovo sistema di silenzio‑assenso sul TFR introdotto dalla Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199/2025).

  • La norma segna un cambio strutturale, il TFR diventa uno strumento centrale della previdenza complementare e la mancata scelta del lavoratore produce automaticamente effetti giuridici. L’obiettivo è aumentare l’adesione ai fondi pensione e rafforzare il “secondo pilastro” previdenziale come disposto dalla Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 203‑205.

 Dal 1° luglio 2026, il TFR dei neoassunti viene automaticamente destinato alla previdenza complementare se non viene espressa una scelta entro 60 giorni.

La Circolare INPS n. 12 del 5 febbraio 2026 fornisce istruzioni operative e contabili per l’applicazione della riforma, in particolare:i criteri per il versamento al Fondo Tesoreria,  le nuove soglie dimensionali per le aziende, le modalità di calcolo e versamento delle quote TFR. In sostanza introduce un sistema “dinamico” basato sulla dimensione aziendale rilevata anno per anno.

Prima della riforma si avevano 6 mesi per decidere, in mancanza di scelta ilTFR rimaneva automaticamente in azienda.

Dal 1° luglio 2026, il TFR dei neoassunti viene automaticamente destinato alla previdenza complementare se non viene espressa una scelta entro 60 giorni.

La Circolare INPS n. 12 del 5 febbraio 2026 fornisce istruzioni operative e contabili per l’applicazione della riforma, in particolare:i criteri per il versamento al Fondo Tesoreria,  le nuove soglie dimensionali per le aziende, le modalità di calcolo e versamento delle quote TFR. In sostanza introduce un sistema “dinamico” basato sulla dimensione aziendale rilevata anno per anno.

Prima della riforma si avevano 6 mesi per decidere, in mancanza di scelta ilTFR rimaneva automaticamente in azienda.

Dopo il 1° luglio 2026 si hanno solo 60 giorni per decidere, in mancanza di una scelta il TFR va automaticamente nel fondo pensione.

 Il sistema passa dalla logica opt‑in (scelta attiva) a quella opt‑out (adesione automatica).

Il lavoratore neoassunto riceve informativa e moduli, se non decide entro i  60 giorni dall’assunzione, il datore di lavoro deve conferire il TFR al fondo pensione previsto dal CCNL.

A chi si applica la riforma TFR 2026

La nuova disciplina riguarda i lavoratori neoassunti nel settore privato esclusi i lavoratori domestici

 Dove finisce il TFR con il silenzio‑assenso

In caso di mancata scelta del lavoratore il Tfr prioritariamente finisce nel Fondo pensione previsto dal CCNL,  se  esistono più fondi  specifici, a quello con più aderenti, se assenti ad un fondo residuale

 Il conferimento è automatico e riguarda l’intera quota maturanda.

 TFR in azienda vs fondo pensione: differenze

 TFR in azienda

  • rivalutazione: 1,5% + 75% inflazione
  • Tassazione: media IRPEF (circa 23%‑43%)
  • liquidità: disponibile a fine rapporto

 Fondo pensione

  • rendimento legato ai mercati
  • tassazione agevolata: dal 15% al 9%
  • possibile contribuzione aziendale

La scelta dipende del dipendente dall’ orizzonte temporale che ha davanti per la pensione, la propensione al rischio, la  necessità di liquidità.

Gli obiettivi della riforma

La Legge di Bilancio 2026 punta a:

  • aumentare l’adesione ai fondi pensione
  • sostenere il sistema previdenziale
  • compensare pensioni pubbliche più basse

 Il TFR diventa così una leva strategica del welfare previdenziale.