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Previdenza complementare, TFR e pensioni: news, guide e approfondimenti.

L’adesione automatica alla complementare scatta per tutti i tipi di lavoro.

Dal 1° luglio 2026 entrano in vigore le nuove disposizioni sull’adesione automatica alla previdenza complementare per i lavoratori dipendenti del settore privato.

Le nuove regole riguardano la destinazione del TFR maturando al momento dell’assunzione e distinguono tra lavoratori alla prima assunzione e lavoratori che hanno già avuto precedenti rapporti di lavoro.

Per chi è alla prima assunzione, hai 60 giorni per scegliere se:

  • aderire a una forma pensionistica complementare;
  • mantenere il TFR presso il datore di lavoro;

In assenza di una scelta, si applica il meccanismo di adesione automatica alla forma pensionistica collettiva prevista dal contratto collettivo applicato in azienda oppure, in mancanza, alla forma pensionistica residuale.

Se non è la prima assunzione e hai già aderito in passato a una forma pensionistica complementare con conferimento del TFR, hai sempre 60 giorni per indicare al nuovo datore di lavoro a quale fondo pensione destinare il TFR maturando. In questo caso non è possibile optare per il mantenimento del TFR in azienda, salvo il caso in cui la posizione nel fondo pregresso sia stata integralmente riscattata.

Per effettuare questa scelta è necessario utilizzare la forma scritta. A breve il Ministero del Lavoro emetterà il modello ufficiale per la scelta.

Come chiarisce tuttolavoro24.it del 5 settembre 2026, lLa nuova adesione automatica alla previdenza complementare riguarda anche i lavoratori intermittenti, cioè i cosiddetti lavoratori a chiamata. Il chiarimento arriva dalle FAQ aggiornate del Ministero del Lavoro e amplia la platea interessata dalle nuove regole entrate in vigore il 1° luglio 2026.

La riforma, introdotta dalla Legge di Bilancio 2026, ha infatti modificato il sistema di destinazione del TFR per i lavoratori dipendenti del settore privato, prevedendo un meccanismo automatico di ingresso nella previdenza complementare.

Anche gli intermittenti rientrano nelle nuove regole

Il punto importante riguarda proprio il lavoro intermittente. Le indicazioni ministeriali chiariscono che le nuove disposizioni interessano i lavoratori dipendenti del settore privato, mentre restano fuori i dipendenti pubblici e i lavoratori domestici, come colf e badanti. Gli intermittenti, dunque, non figurano tra le categorie escluse.

La precisazione è particolarmente significativa perché elimina i dubbi sull’applicazione della riforma a chi lavora con un contratto a chiamata.

C’è però un’importante eccezione: il meccanismo non si applica ai contratti a tempo determinato di durata inferiore a 60 giorni e viene meno se il rapporto cessa prima che siano trascorsi i 60 giorni.

Cosa succede nei primi 60 giorni

Per chi viene assunto per la prima volta, il nuovo sistema prevede una finestra di 60 giorni nella quale è possibile rinunciare all’adesione automatica.

Il lavoratore può quindi decidere di mantenere il TFR presso il datore di lavoro, secondo le regole previste dalla legge, oppure destinarlo a una forma di previdenza complementare scelta personalmente. Se invece non interviene entro il termine, opera l’adesione automatica.