La Legge di Bilancio 2026 vuole trasformare la previdenza complementare in motore dell’economia reale italiana.
Nel Disegno di Legge di Bilancio 2026 (D.d.L. n. 689), l’Art. 45, comma 1, lett. b introduce una modifica alla disciplina degli investimenti dei fondi pensione italiani. L’obiettivo? Rafforzare il ruolo della previdenza complementare come investitore istituzionale nell’economia reale, aumentando la quota investibile in attivi illiquidi fino al 10% del patrimonio. Maggiori possibilità di rendimenti ma anche maggiori rischi per gli iscritti.
Contesto e Funzione dei Fondi Pensione
In Italia, il sistema previdenziale è duale:
- Previdenza Obbligatoria (o di Primo Pilastro): Gestita principalmente dall’INPS, basata sul modello a ripartizione.
- Previdenza Complementare (o di Secondo/Terzo Pilastro): I fondi pensione, basati sul modello a capitalizzazione. Essi raccolgono i contributi dei lavoratori per investirli sui mercati finanziari, al fine di erogare una pensione aggiuntiva in futuro.
Il successo e la sostenibilità di un fondo pensione dipendono in larga misura dalla sua politica di investimento e dalla capacità di generare rendimenti che superino l’inflazione e i costi di gestione.
Ora la finanziaria per 2026 si propone di intervenire sui sistemi di investimento della previdenza complementare per dare rendimenti più vantaggiosi.
La norma mira a facilitare investimenti in strumenti finanziari a supporto dell’economia nazionale (es. Private Equity, Venture Capital per PMI italiane, infrastrutture). Questo può significare un ruolo più attivo dei fondi nel finanziamento dello sviluppo italiano.
Il risultato concreto per l’iscritto dipenderà dall’abilità di gestione e dall’effettivo trade-off tra rischio e rendimento imposto o permesso dalla norma. Ma una spinta normativa verso asset più redditizi (come il Private Equity, il Venture Capital o quote azionarie più ampie) è intrinsecamente legata a un aumento del rischio di perdita.

Aumento del Rischio Finanziario
Se la norma (ipotetica Art. 45) impone o incentiva una maggiore esposizione a queste classi di attivo, i rischi principali che ne derivano sono:
- Rischio di Volatilità: Gli investimenti azionari e nel Private Equity non offrono le garanzie e la stabilità dei titoli di Stato perché possono subire forti oscillazioni.
- Rischio di Liquidità: Gli investimenti nell’economia reale (infrastrutture, Private Equity) sono spesso illiquidi. Non possono essere venduti rapidamente come un’obbligazione quotata. In caso di necessità (ad esempio, un elevato numero di richieste di riscatto o pensionamento), il fondo potrebbe trovarsi in difficoltà a liquidarli senza subire perdite.
- Rischio di Valutazione: Per le partecipazioni in aziende non quotate), la valutazione del loro valore effettivo è complessa e discrezionale, aumentando il rischio che il valore dato non corrisponda al prezzo realizzabile.
La Mitigazione del Rischio: La Lunga Scadenza e la Vigilanza
Tuttavia, il sistema previdenziale, per sua natura, ha degli strumenti incorporati per mitigare questi pericoli.Il fattore principale è l’orizzonte temporale lungo (20-40 anni) di un piano pensionistico.
Storicamente, la volatilità dei mercati azionari si attenua nel lungo periodo.
È per questo che i fondi propongono comparti di investimento differenziati (più rischiosi per i giovani, più prudenti per chi è vicino alla pensione).
Il ruolo della Vigilanza (COVIP)
La Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione (COVIP) ha il mandato di garantire la sicurezza e la trasparenza della gestione, essenziali per proteggere il risparmio.
L’obiettivo sottinteso è trasformare un rischio a breve termine in un vantaggio a lungo termine.
Olanda e Svezia hanno intrapreso da tempo questa strada, in quanto i loro fondi pensione sono tra i più grandi e performanti d’Europa.
Il Modello Olandese e Svedese: Investimenti e Performance
Il sistema olandese è dominato dai grandi fondi aziendali o settoriali che gestiscono masse enormi di capitale.
- Libertà di Investimento: I fondi olandesi godono di una notevole libertà nella scelta degli investimenti, non essendo vincolati da limiti percentuali rigidi quanto piuttosto da un approccio basato sul rischio (ALM – Asset Liability Management).
- Investimenti Alternativi (Illiquidi): Sono pionieri nell’allocazione significativa in Investimenti Alternativi (come Private Equity, Hedge Funds e soprattutto Infrastrutture e Immobiliare). Questa diversificazione è cruciale per agganciare rendimenti superiori nel lungo termine.
Risultati e Implicazioni:
- Performance: Storicamente, i grandi fondi olandesi hanno conseguito rendimenti medi superiori rispetto a molti omologhi europei. Essendo investitori così grandi, hanno un ruolo strutturale nel finanziamento dell’economia globale, non solo nazionale, contribuendo al successo delle loro strategie di diversificazione.
2. Il Sistema Svedese: La Flessibilità del Premium Pension
La Svezia ha un sistema a tre gambe, in cui una parte dei contributi obbligatori confluisce in un sistema a capitalizzazione individuale (Premium Pension).
- Scelta Individuale: La caratteristica distintiva è la libertà di scelta per l’iscritto di investire questo montante in una vasta gamma di fondi approvati (oltre 800 fondi gestiti da privati).
- I Fondi AP: Esistono inoltre i Fondi di riserva statali (AP Funds) che gestiscono il buffer del sistema, anch’essi con ampi margini di investimento e un’ottima performance storica.
La Correlazione con l’Italia e la Norma all’Art. 45
La spinta italiana (ipoteticamente contenuta nell’Art. 45) verso un aumento dell’allocazione in asset più complessi e meno liquidi (Private Equity, Infrastrutture) è un tentativo di “olandizzare” in parte la gestione dei fondi pensione italiani.

Vantaggi (se l’Italia segue l’esempio):
- Rendimenti più Elevati: Nel lungo periodo, si attende che l’accesso a queste asset class migliori il rendimento medio, riducendo il gap pensionistico del futuro.
- Migliore Diversificazione: Investire in meno titoli di Stato (che sono spesso rischiosi a causa della concentrazione sul debito nazionale) e più asset globali o reali migliora la diversificazione complessiva.
- Finanziamento Sostenibile: I fondi diventano una fonte di capitale domestica per progetti infrastrutturali e crescita aziendale, trasformandosi da meri risparmiatori a investitori attivi nell’economia.
La differenza cruciale per l’Italia risiede nella Scala e nella Competenza.
- I fondi italiani sono molto più frammentati e di dimensioni inferiori rispetto ai giganti olandesi, il che rende l’investimento in asset illiquidi (che richiedono grandi capitali) meno efficiente.
- L’investimento in Private Equity richiede competenze di governance molto specializzate per evitare valutazioni errate o investimenti “amici” in progetti poco solidi.
Clausole di Sicurezza:
La norma propone di alzare il tetto massimo fino al 10% del patrimonio complessivo, preoccupandosi di garantire un’adeguata diversificazione e mitigazione dei rischi di liquidità e di concentrazione, delegando alla COVIP il compito di stabilire le regole tecniche per salvaguardare il risparmio.

