I fondi pensione, una leva per rilanciare le PMI italiane

L’economia italiana, e in particolare il tessuto delle piccole e medie imprese (PMI), soffre da anni per la cronica mancanza di investimenti. In questo scenario, Confindustria lancia una proposta concreta: utilizzare una parte delle ingenti risorse accumulate nei fondi pensione per finanziare la crescita delle imprese italiane, invece di lasciarle investite prevalentemente all’estero o lasciate ferme sui conti correnti.

La proposta di Confindustria

Durante l’Assemblea di Confindustria Toscana Sud 2025 del 13 novembre 2025, il presidente Emanuele Orsini ha sottolineato come in Italia ci siano circa 1.500 miliardi di euro dei cittadini fermi sui conti correnti e non investiti. Secondo Orsini, se si riuscisse a raccogliere anche solo 5 miliardi da questi fondi, con il supporto di una garanzia SACE, si potrebbero generare nei prossimi anni fino a 100 miliardi di investimenti. Questo rappresenterebbe una sorta di “PNRR italiano”, destinato a infrastrutture, welfare e piano casa, con costi sostenibili e un impatto diretto sull’economia reale.

Il ruolo della garanzia SACE

Elemento chiave della proposta è la garanzia SACE. SACE S.p.A., parte del Gruppo CDP, è l’Export Credit Agency italiana che facilita l’accesso al credito e protegge dai rischi dell’export. Le garanzie SACE coprono una parte significativa dei finanziamenti, incentivando le banche a concedere credito anche a imprese con profili di rischio più elevati. Queste garanzie, contro garantite dallo Stato, permettono alle imprese di ottenere finanziamenti a condizioni più favorevoli, migliorando la loro capacità di investire e crescere.

Un’opportunità per il sistema Paese

L’utilizzo dei fondi pensione per sostenere le PMI, con il supporto della garanzia SACE, rappresenta una strategia innovativa per mobilitare risorse interne e rilanciare la crescita economica. Si tratta di una soluzione che potrebbe ridurre la dipendenza da capitali esteri, rafforzare il tessuto produttivo nazionale e offrire nuove opportunità di rendimento per i risparmiatori italiani.

La proposta di Confindustria apre un dibattito importante sul ruolo dei fondi pensione nell’economia reale e sulla necessità di strumenti finanziari innovativi per sostenere le PMI. La garanzia SACE si conferma un elemento centrale per rendere possibile questa operazione, offrendo sicurezza sia agli investitori che alle imprese. Se attuata, questa strategia potrebbe rappresentare una svolta per il rilancio degli investimenti e della crescita in Italia.

Il patrimonio dei fondi pensione in Italia

*   Nel 2024, il patrimonio complessivo di fondi pensione e investitori istituzionali in Italia ha superato i 1.030 miliardi di euro, pari al 47% del PIL nazionale, in forte crescita rispetto ai 404 miliardi del 2007.

*   La sola previdenza complementare gestisce circa 243 miliardi di euro, ma meno del 5% di questo patrimonio è investito in titoli di capitale di imprese italiane.

*   Le casse di previdenza, a fine 2024, evidenziavano attivi totali per 125,1 miliardi di euro, con una redditività media annua composta del 2,9% nell’ultimo decennio.

Adesione e diffusione tra le PMI

*   La percentuale di iscritti ai fondi pensione nelle PMI resta bassa, nonostante la crescita del patrimonio e dei rendimenti. Il welfare privato e fondazionale ha superato i 1.000 miliardi di euro, ma la diffusione tra i dipendenti delle piccole aziende è ancora limitata.

*   L’Italia si posiziona solo al 27° posto tra i Paesi OCSE per rapporto tra patrimonio dei fondi pensione e PIL (11,7%).

Rendimenti e performance

*   Nel 2025, i fondi pensione hanno registrato rendimenti negativi a causa delle condizioni di mercato: -5,2% per i comparti obbligazionari dei Pip, -13,2% per quelli azionari, -9,8% per i fondi negoziali. Tuttavia, su orizzonti di 5-10 anni, i rendimenti medi annui si attestano intorno al 2%, mostrando resilienza nel lungo periodo.

Quota di investimenti in economia reale

*   Solo il 3-5% del patrimonio dei fondi pensione italiani è investito direttamente nelle imprese italiane, mentre la quota investita all’estero è in crescita (+18,6% nel 2023).

*   Le fondazioni bancarie, invece, raggiungono percentuali più alte di investimento nell’economia reale.

Criticità e limiti dell’utilizzo dei fondi pensione per le PMI

Vincoli normativi e fiscali

  La normativa italiana prevede limiti stringenti: la soglia massima destinabile a “investimenti qualificati” (tra cui le PMI) è pari al 10% dell’attivo patrimoniale del fondo pensione, con obbligo di detenzione per almeno 5 anni per beneficiare dell’esenzione fiscale.

*   Dal 2025, almeno il 5% degli investimenti qualificati dovrà essere destinato a fondi di venture capital, quota che salirà al 10% dal 2026, secondo la legge concorrenza n. 193/2024 e il DL 95/2025.

Rischi finanziari e prudenza gestionale

I fondi pensione hanno una missione di tutela previdenziale e devono garantire la sicurezza dei risparmi degli iscritti. Investire in PMI, spesso caratterizzate da maggiore rischio e minore liquidità rispetto ai titoli di Stato o alle grandi aziende quotate, può esporre i fondi a rischi di perdita e volatilità.

   Le crisi finanziarie passate (es. Cirio, Parmalat) hanno rafforzato la prudenza normativa e gestionale, con una forte attenzione alla diversificazione e al contenimento del rischio.

Bassa adesione e cultura previdenziale

   La scarsa adesione ai fondi pensione nelle PMI limita la raccolta di risorse da destinare all’economia reale. Il sistema resta ancora poco sviluppato rispetto agli standard internazionali.

Criticità operative

   La complessità delle procedure di investimento, la necessità di decreti attuativi e la lentezza nell’implementazione delle nuove norme possono rallentare l’effettiva canalizzazione dei fondi verso le PMI.

Esperienze internazionali e best practice

Progetti e iniziative in Italia

   Il “Progetto Economia Reale” di CDP, Fondo Italiano d’Investimento SGR e Assofondipensione ha raccolto oltre 1 miliardo di euro da fondi pensione per investimenti in private equity e private debt a favore delle PMI italiane, con un effetto leva superiore a 6 volte e investimenti in circa 120 società.

  Fondi come Solidarietà Veneto hanno destinato fino al 10% del proprio patrimonio a investimenti in economia reale, con attenzione a innovazione, sostenibilità e sviluppo territoriale.

Confronto europeo

   In Europa, la quota di investimenti in equity da parte di assicurazioni e fondi pensione è mediamente più alta: il 23,6% del totale per le compagnie assicurative europee, mentre in Italia i fondi pensione investono meno del 3% del patrimonio nelle imprese italiane.

   In paesi come Olanda, Regno Unito e Danimarca, i fondi pensione hanno un ruolo attivo nel finanziamento dell’economia reale, anche grazie a una maggiore cultura previdenziale, a regole più flessibili e a una maggiore propensione al rischio.

L’utilizzo dei fondi pensione per rilanciare le PMI italiane rappresenta una grande opportunità, ma richiede un quadro normativo chiaro, strumenti di garanzia efficaci (come SACE), una maggiore cultura previdenziale e una gestione attenta dei rischi. Le esperienze internazionali dimostrano che è possibile coniugare sicurezza, rendimento e sostegno all’economia reale, ma serve un impegno coordinato tra istituzioni, operatori e stakeholder per superare le criticità e valorizzare appieno il potenziale dei fondi pensione italiani.

Dati principali:

  • Olanda: 213%
  • Danimarca: 209%
  • Regno Unito: 120%
  • Stati Uniti: 108%
  • Italia: 11,7%
  • Germania: 12%
  • Francia: 7%
  • Spagna: 6%.