l Bilancio del Sistema Previdenziale italiano

Andamenti finanziari e demografici delle pensioni e dell’assistenza per l’anno 2024

Il Bilancio del Sistema Previdenziale   curato da Itinerari Previdenziali rappresenta nel panorama italiano l’unica pubblicazione in grado di racchiudere al suo interno sia una visione d’insieme del complesso sistema previdenziale del Paese (con la previdenza intesa nell’accezione più ampia del termine) sia una riclassificazione all’interno del più ampio bilancio dello Stato della spesa sostenuta per la protezione sociale, che assorbe ormai più della metà dell’intera spesa pubblica.

Obiettivo del documento, che nel 2026 ha raggiunto la sua tredicesima edizione, è quello di indagare su adeguatezza e sostenibilità delle prestazioni offerte dal nostro welfare state.

I risultati del sistema pensionistico obbligatorio nel 2024 e nel periodo 1989-2024 Nel 2024 l’ammontare della spesa pensionistica di tutte le gestioni previdenziali al netto della quota GIAS è stato di 286.139 milioni di euro, con un aumento di 18,735 miliardi (+7,0%) rispetto al 20232. Un ruolo sostanziale per l’aumento della spesa è attribuibile alla variazione positiva dell’importo nominale medio delle pensioni salito in un anno del 6,3% dopo che nel 2023 era già cresciuto del 7,4%. Questi aumenti dei valori nominali dei redditi pensionistici sono stati maggiori per i percettori di prestazioni fino a quattro volte il trattamento minimo che hanno avuto una maggiore percentuale di recupero dall’inflazione. Il numero delle pensioni erogate è invece rimasto sostanzialmente stabile, proseguendo una tendenza iniziata nel 2019.

Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti (FPLD): è un fondo di grandi dimensioni che pesa il 60,8% come numero di contribuenti e il 48,2% come numero di pensioni erogate di tutto il sistema pensionistico obbligatorio. La gestione di questo fondo è stata fortemente influenzata dalle riforme: prima aveva infatti avuto saldi negativi, in peggioramento fino a oltre il 20% della spesa per pensioni, mentre dal 1996 ha iniziato un progressivo recupero, passando nel 2007 a risultati positivi che da allora si sono confermati, salvo temporanee inversione attribuibili ai cali di occupazione nella fase peggiore degli anni di crisi, raggiungendo nel 2024 un saldo positivo di 17.899,6 milioni, pari al 4,8% della spesa per pensioni.