Covip: i  Dati a Dicembre 2025

La previdenza complementare rappresenta un elemento cruciale per garantire un futuro finanziario sereno agli individui. Alla fine del 2025, i dati mostrano un panorama in crescita per le forme pensionistiche complementari in Italia. Vediamo i principali risultati e le tendenze emerse.

Crescita delle adesioni

A dicembre 2025, le posizioni in essere nelle forme pensionistiche complementari sono arrivate a 11,7 milioni, registrando un incremento del 5% rispetto al 2024. Il numero totale degli iscritti è di 10,4 milioni, evidenziando che molti contribuenti aderiscono a più forme.

Le posizioni nei fondi negoziali sono aumentate di 269.800 unità (+6,4% rispetto al 2024), raggiungendo un totale di 4,514 milioni. Gli aumenti più significativi provengono dal fondo del pubblico impiego (+42.500 posizioni) e dal settore edile (+58.900 posizioni).

Nei Fondi Aperti c’è stato un aumento di 178.400 posizioni (+8,6%). Nei PIP (Piani Individuali Pensionistici) l’aumento è di 107.100 posizioni (+2,8%).

Contributi e Risorse in Gestione

Nel 2025, i contributi raccolti sono stati pari a 17,4 miliardi di euro, un aumento del 10,1% rispetto all’anno precedente. I fondi negoziali e aperti hanno registrato incrementi superiori alla media.

Risorse Destinate alle Prestazioni

Le risorse per le prestazioni hanno raggiunto 261,2 miliardi di euro, con un incremento del 7,3% rispetto al 2024.

Attivi Netti:

  – Fondi Negoziabili: 81,5 miliardi (+9,3%)

  – Fondi Aperti: 42,5 miliardi (+14%)

  – PIP: 58,6 miliardi (+7%)

Rendimenti delle Forme Complementari

I rendimenti delle forme pensionistiche complementari sono stati generalmente positivi:

Fondi Negoziabili: Rendimenti medi del 7,7% per i comparti azionari e del 5,1% per le linee bilanciate.

Fondi Aperti: Rendimenti del 9,6% per gli azionari e del 5,5% per i comparti bilanciati.

PIP di Ramo III: Rendimenti del 7,8%.

Analisi a Lungo Termine

– Negli ultimi dieci anni, le linee a maggiore contenuto azionario hanno conseguito rendimenti netti medi annui composti tra il 4,8% e il 5,1%. Osservando la distribuzione dei risultati dei singoli comparti tra le diverse tipologie di forma pensionistica e le diverse linee di investimento, tutti i comparti azionari mostrano rendimenti più elevati rispetto ai comparti obbligazionari e a quelli garantiti oltreché al TFR;

La previdenza complementare in Italia sta vivendo una fase di crescita e stabilità, con un aumento delle adesioni e dei contributi. I rendimenti positivi, nonostante la volatilità dei mercati, mostrano l’importanza di pianificare il proprio futuro finanziario attraverso forme pensionistiche adeguate.

Investire nella previdenza complementare è fondamentale per garantire una pensione dignitosa e per affrontare le sfide economiche future con maggiore serenità.