Dal 1° luglio 2026 entrerà in vigore il nuovo sistema di adesione automatica alla previdenza complementare, introdotto dalla legge n. 199/2025. In vista di questo passaggio, la COVIP ha avviato una consultazione pubblica sullo Schema di Istruzioni sui criteri minimi di investimento dei contributi derivanti da adesioni non esplicite, destinata ad avere un impatto strutturale sull’assetto del secondo pilastro previdenziale italiano.
Il fulcro dell’intervento regolatorio è l’obbligo di utilizzare strategie di investimento “life cycle”, concepite per allineare il profilo di rischio dell’investimento previdenziale all’età dell’aderente e all’orizzonte temporale che lo separa dal pensionamento.
Adesioni automatiche e ambito di applicazione
Le Istruzioni COVIP si applicano alle forme pensionistiche complementari collettive a contribuzione definita, aperte a nuove adesioni, tra cui fondi pensione negoziali, fondi preesistenti e fondi pensione aperti con adesione collettiva.
I destinatari sono i lavoratori dipendenti del settore privato assunti dal 1° luglio 2026, iscritti alla previdenza complementare senza una manifestazione esplicita di volontà, sia tramite adesione automatica sia in forza di clausole contrattuali. Sono invece esclusi i dipendenti delle pubbliche amministrazioni, che restano soggetti alla disciplina speciale prevista dal d.lgs. n. 124/1993.
Cos’è un investimento life cycle
Un investimento life cycle è una strategia di allocazione del portafoglio che evolve nel tempo:
- maggiore esposizione al rischio nelle fasi iniziali, quando l’aderente è giovane e ha un lungo orizzonte di recupero;
- progressiva riduzione del rischio con l’avvicinarsi dell’età pensionabile, per consolidare il capitale accumulato.
Le Istruzioni individuano tre modelli di riferimento:
- percorsi con passaggi automatici tra comparti a rischio decrescente;
- percorsi basati su combinazioni predefinite di comparti con pesi variabili nel tempo;
- linee target date, costruite attorno a una data di pensionamento di riferimento per coorti omogenee di aderenti.
La scelta del modello resta rimessa all’autonomia dei fondi pensione.
Glide path: i limiti al rischio
Elemento centrale delle nuove regole è la definizione del glide path, ovvero il percorso automatico di riduzione del rischio nel tempo. La COVIP stabilisce alcuni vincoli minimi:
- fase iniziale: la componente azionaria deve essere mediamente non inferiore al 65%;
- fase finale: la componente azionaria non può superare il 15%;
- fasi intermedie: la riduzione del rischio deve avvenire in modo graduale, evitando discontinuità nel profilo rischio‑rendimento.
La fase finale non può superare i cinque anni, mentre la fase iniziale non può estendersi oltre il quindicesimo anno precedente il pensionamento.
Costi, flessibilità e tutela dell’aderente
Le riallocazioni automatiche e i ribilanciamenti possono generare esclusivamente costi amministrativi, senza commissioni proporzionali alle somme movimentate. Al tempo stesso, l’aderente mantiene piena libertà di scelta: è sempre possibile modificare l’opzione di investimento o effettuare uno switch, anche in deroga ai limiti ordinari di permanenza minima.
È infine rafforzato il ruolo dell’informativa, con l’obbligo per i fondi di comunicare tempestivamente l’adesione e le caratteristiche dell’investimento assegnato.
Conclusione
Le nuove Istruzioni COVIP sugli investimenti life cycle rappresentano un tassello essenziale della riforma delle adesioni automatiche alla previdenza complementare. L’introduzione di criteri minimi vincolanti mira a rafforzare la protezione degli iscritti, migliorare la coerenza delle scelte di investimento e avvicinare il sistema italiano alle migliori pratiche internazionali.

