Il XXV Rapporto INPS 2026, i cambiamenti del mercato del lavoro, del sistema pensionistico, delle famiglie e della demografia italiana.

Presentato a Roma il 9 luglio 2026, il Rapporto descrive un’Italia che sta attraversando importanti trasformazioni economiche e sociali. Secondo l’INPS, la sostenibilità futura del welfare dipende dalla capacità di rafforzare lavoro, inclusione sociale, sostegno alle famiglie e partecipazione delle nuove generazioni e delle donne al mercato del lavoro.

Nel 2025 gli assicurati INPS raggiungono 27,2 milioni, con circa 244 mila lavoratori in più rispetto al 2024 e 1,7 milioni in più rispetto al periodo pre-pandemico. La crescita è particolarmente significativa tra:

giovani fino a 34 anni;

donne;

lavoratori provenienti da Paesi extra-UE.

Anche la stabilità occupazionale mostra segnali positivi: il numero medio di settimane lavorate raggiunge 43,2 settimane all’anno, indicando percorsi lavorativi più continui rispetto al passato.

Contributi e sostenibilità finanziaria

I contributi sociali versati raggiungono 273 miliardi di euro, con un incremento di oltre 10 miliardi rispetto all’anno precedente. Questo risultato è attribuito soprattutto alla crescita dell’occupazione dipendente e delle retribuzioni imponibili, elementi che rafforzano le basi finanziarie del sistema previdenziale pubblico.

Salari e potere d’acquisto

La retribuzione media annua lorda dei lavoratori dipendenti arriva a 27.649 euro, in aumento rispetto agli anni precedenti. Tuttavia il Rapporto sottolinea che tale crescita non è stata ancora sufficiente a compensare completamente gli effetti dell’inflazione accumulata negli anni recenti.

Pensioni e invecchiamento della popolazione

Il numero complessivo dei pensionati rimane stabile a circa 16,4 milioni. Le nuove pensioni liquidate registrano una lieve diminuzione rispetto al 2024, soprattutto per effetto della riduzione delle pensioni anticipate e di quelle ai superstiti. Le pensioni di vecchiaia risultano invece sostanzialmente stabili.

Un aspetto rilevante riguarda l’aumento delle prestazioni assistenziali, in particolare dell’indennità di accompagnamento, che negli ultimi decenni è cresciuta in maniera significativa. Questo fenomeno è collegato all’invecchiamento della popolazione e all’allungamento della vita media.

L’età media di pensionamento continua inoltre a crescere. Secondo il Rapporto, la graduale diffusione del sistema contributivo spinge molti lavoratori a rimanere più a lungo nel mercato del lavoro per ottenere assegni pensionistici più elevati.

Pensionati che continuano a lavorare

Emerge con maggiore evidenza il fenomeno dei pensionati che, una volta ottenuta la pensione, proseguono un’attività lavorativa. Molti di essi continuano addirittura a lavorare presso lo stesso datore di lavoro. Questo suggerisce una relazione sempre più flessibile tra lavoro e pensionamento, diversa rispetto ai modelli del passato.

Politiche per la famiglia e natalità

Il Rapporto conferma l’importanza delle misure di sostegno economico alle famiglie.

L’Assegno Unico e Universale raggiunge una copertura molto elevata della popolazione interessata e mostra effetti positivi sulle scelte familiari, in particolare sulla probabilità di avere un secondo figlio in alcuni gruppi sociali.

Grande attenzione viene dedicata anche al Bonus Asilo Nido, considerato una delle misure più efficaci per favorire l’occupazione femminile e ridurre i costi della cura dei figli. Le analisi riportate mostrano che il suo utilizzo è cresciuto notevolmente negli anni e che le madri beneficiarie presentano una maggiore probabilità di occupazione.

La demografia

Uno dei messaggi centrali del Rapporto è che la crisi demografica deve essere affrontata prima che produca effetti più pesanti sul sistema pensionistico. Per questo motivo vengono indicate come prioritarie:

politiche a favore dell’occupazione;

sostegno alla genitorialità;

inclusione delle donne e dei giovani;

continuità contributiva e qualità del lavoro.

Secondo l’INPS, una base occupazionale più ampia e stabile è il principale strumento per garantire la sostenibilità futura del welfare.

Evoluzione del ruolo dell’INPS

Il documento presenta anche l’evoluzione dell’INPS da semplice ente erogatore di prestazioni a soggetto che accompagna i cittadini nelle diverse fasi della vita. L’obiettivo è offrire servizi digitali integrati, semplificare l’accesso ai diritti e creare un punto unico di contatto con la pubblica amministrazione.

In conclusione, la sostenibilità del sistema previdenziale non dipende soltanto dalle regole sulle pensioni, ma soprattutto dalla forza del mercato del lavoro. Occupazione stabile, salari adeguati, partecipazione di giovani e donne e politiche familiari efficaci sono considerati gli elementi fondamentali per garantire la tenuta del welfare italiano nei prossimi decenni.