Ammonta a oltre 1.080 miliardi di euro (262 per la sola previdenza complementare) il patrimonio complessivo degli investitori istituzionali italiani, pari a circa il 48% del PIL nazionale.
Presentato il 9 settembre 2026 in Borsa Italiana il Tredicesimo Report sugli investitori istituzionali italiani a cura del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.
• Le novità normative in materia di previdenza, dall’adesione automatica alla gestione diretta delle rendite per i fondi pensione fino a nuove possibili agevolazioni per gli investimenti in economia reale, potrebbero ulteriormente sviluppare il mercato
• I rendimenti si confermano positivi: +7,5% per le Fondazioni di origine Bancaria, +4,8% per i fondi negoziali, +3,8% per i fondi preesistenti, +5,7% per i fondi aperti e +5,1% per i PIP di ramo III Milano, 9 settembre 2026 – In linea con i risultati degli ultimi due anni, prosegue anche nel 2025 la crescita del patrimonio degli investitori istituzionali (welfare contrattuale e fondazionale), passato dai 142,85 miliardi di euro del 2007 ai 334,28 miliardi dello scorso anno, con un incremento del 134%. Di questi, circa l’80% è affidato direttamente o indirettamente a gestori professionali. In percentuale del PIL, il patrimonio di fondi pensione negoziali e preesistenti, Casse Privatizzate, Fondazioni di origine Bancaria e forme di assistenza sanitaria integrativa è pari al 14,8%; includendo anche il welfare privato (Compagnie di Assicurazione del settore Vita, rami I, IV e V, fondi aperti e PIP), tale rapporto aumenta al 48%.
La fotografia scattata dal Tredicesimo Report annuale Itinerari Previdenziali “Investitori istituzionali italiani: iscritti risorse e gestori per l’anno 2025”, presentato questa mattina a Milano nella prestigiosa cornice offerta dalla Sala Parterre di Borsa Italiana, è quella di un Paese che negli anni è riuscito a conservare e consolidare il proprio mercato istituzionale, resistendo a scenari avversi e raggiungendo una dimensione ormai piuttosto rilevante anche nel confronto internazionale.
«Guardando ad esempio alla sola previdenza complementare, se si considera che il rapporto tra il patrimonio dei fondi pensione e il PIL è pari all’12,1%, quando in molti altri Paesi supera il 50%, risulta evidente come il nostro sia un mercato già molto interessante, ma con alte potenzialità di sviluppo, con le nuove norme del Governo e quelle allo studio che potrebbero generare ulteriori rafforzamenti patrimoniali».

