Per i neoassunti interessati dalle regole , il termine per esprimere una scelta è di 60 giorni dall’assunzione. Chi è alla prima assunzione nel settore privato e rientra nella nuova disciplina può decidere di destinare il TFR maturando a un fondo pensione scelto autonomamente oppure di mantenerlo presso l’azienda o, a seconda delle dimensioni dell’azienda, presso il Fondo di Tesoreria dell’INPS.
In assenza di una scelta diversa, attraverso il silenzio-assenso viene confermata l’adesione automatica alla forma pensionistica individuata dagli accordi collettivi applicati in azienda. Il lavoratore che non desidera aderire automaticamente al fondo di riferimento deve manifestare una scelta alternativa entro il termine previsto.
Per i lavoratori assunti in precedenza, invece, una novità importante arriverà dal 31 ottobre 2026. Da quella data verrà meno un vincolo che poteva rendere poco conveniente lasciare il fondo negoziale. Ovvero sarà possibile cambiare fondo pensione senza perdere il diritto al contributo del datore di lavoro.
La portabilità della posizione previdenziale del secondo pilastro è liberata
Dice Giacomo Mazzarella su investireoggi.it, :”In termini tecnici, la novità riguarda la portabilità del contributo datoriale in caso di trasferimento della posizione previdenziale. Un lavoratore già iscritto a un fondo negoziale potrà trasferirsi a un altro fondo mantenendo il diritto a ricevere anche lì i successivi versamenti del datore di lavoro”.
Nella previdenza complementare, infatti, la disciplina attualmente applicabile subordina il mantenimento del contributo datoriale, in caso di trasferimento, ai limiti e alle modalità stabiliti dagli accordi collettivi. Il passaggio da un fondo ad adesione collettiva a una forma pensionistica ad adesione individuale può quindi comportare la perdita di questo diritto. Il vincolo riguarda i versamenti futuri, non le somme già accantonate nella posizione individuale.
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto il cambiamento, la cui applicazione è stata successivamente rinviata al 31 ottobre 2026. Il contributo datoriale è un contributo aggiuntivo a carico del datore di lavoro.
Lasciare il TFR in azienda o al Fondo di Tesoreria dell’INPS non dà, di per sé, diritto a questo versamento aggiuntivo.
Ecco la novità dal 31 ottobre per il TFR al fondo pensione integrativo
Dal 31 ottobre 2026, la portabilità della posizione previdenziale sarà quindi accompagnata da una maggiore libertà nella scelta del fondo di destinazione. Il lavoratore potrà trasferire quanto accumulato da un fondo pensione all’altro, conservando il diritto alla contribuzione datoriale futura. Resterà comunque fermo il requisito dei due anni di adesione al fondo per esercitare il trasferimento volontario.
