Assofondipensione: per il 2021, detassare fondi e incentivare adesioni

Dall’assemblea Assofondipensione si discute attorno alle modalità tramite cui rilanciare il mercato dei fondi pensione

Giovanni Maggi: “Incentivare le adesioni ai fondi pensione negoziali, affermare la loro natura previdenziale e non speculativa con una detassazione, riconoscerli nella politica economica come una tra le più importanti realtà di investimento istituzionale del Paese”.

Il confronto di Assofondipensione con il governo e le istituzioni portato avanti dal presidente Giovanni Maggi ha pubblicamente fatto un passo avanti con l’Assemblea annuale dei fondi pensione negoziali, cui hanno partecipato tra gli altri il Sottosegretario al MEF Pier Paolo Baretta, il Presidente di CDP Giovanni Gorno Tempini e il Presidente della Covip Mario Padula.

Chiamato in causa dai punti fondamentali della relazione del Presidente, il Sottosegretario Baretta ha annunciato che al ministero del Lavoro si sta già lavorando a una nuova modalità di adesione ai fondi pensione basata sul silenzio-assenso, formula sperimentata con successo per un semestre in passato. Ha riconosciuto lo squilibrio fiscale italiano, denunciato nella relazione di Giovanni Maggi, concordando che si deve andare verso una tassazione europea (esenzione dei contributi, esenzione dei rendimenti, tassazione della prestazione) così come Assofondipensione chiede da tempo, e che gli incentivi agli investimenti nell’economia reale vanno trasformati in credito di imposta, inserendo i fondi pensione nella riforma fiscale che il governo affronterà nel 2021. Soprattutto il Sottosegretario Baretta ha definito “strategico” nella trasformazione e nella crescita del Paese il ruolo dei fondi pensione, che nei loro investimenti sono portatori di una visione non speculativa e di lungo periodo, confermando il sostegno alle iniziative con CDP.

Nella sua relazione all’Assemblea il Presidente Maggi ha sottolineato gli obiettivi del Progetto Economia reale con la Cassa Depositi Prestiti e il Fondo Italiano di Investimento, per la “costituzione di una piattaforma per l’investimento dei fondi pensione negoziali in fondi di private equity, private debt e impatto sociale con l’obiettivo – ha sottolineato Maggi – di facilitare l’afflusso di investimenti verso l’economia nazionale. I primi strumenti di investimento sono stati costituiti e molti fondi pensione hanno già aderito per circa 100 milioni di euro complessivi”. La comunanza di interessi con Assofondipensione è stata ribadita da Giovanni Gorno Tempini, Presidente di CDP, che gestisce il risparmio postale ed è di gran lunga primo investitore italiano nei mercati alternativi di immobiliare, infrastrutture private equity e privat debt, dove ha impegnato 7,5 miliardi di euro in strumenti che ne muovono complessivamente 20. Gorno Tempini ha parlato anche delle nuove iniziative di CDP nel venture capital a cominciare da un fondo per il trasferimento di tecnologia al mondo produttivo sul quale si apre un dialogo con gli investitori istituzionali.

Sul fronte delle iniziative di formazione e di sensibilizzazione dei lavoratori dipendenti per l’incremento delle adesioni, l’Assemblea 2020 di Assofondipensione segna il coinvolgimento di Patronati e CAF, rappresentati in Assemblea da Giovanni Angileri, presidente della Consulta dei Caf, e da Manuela Tomolillo per la Centrale dei Patronati.

All’obiettivo di aumentare le iscrizioni ai fondi pensione ha dedicato parte della sua relazione Mario Padula, Presidente della Covip, l’Autorità di Vigilanza sul settore. Ha auspicato tra l’altro iniziative a favore delle adesioni online, soprattutto per i giovani che sono la fascia di lavoratori più lontana dalla previdenza complementare, e una revisione del comparto di investimento cosiddetto di default, quello nel quale il nuovo iscritto viene inserito se non dà indicazioni.

Nel suo intervento conclusivo il vicepresidente di Assofondipensione Domenico Proietti ha sottolineato i grandi progressi della governance dei fondi negoziali. Per l’obiettivo adesioni ha indicato la formula online come strumento per i dipendenti delle piccole e medie imprese, a favore delle quali – per compensare la mancata disponibilità del TFR destinato alla previdenza, ha proposto l’istituzione di un fondo pubblico di garanzia per l’accesso al credito.

fonte: wewelfare.it