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Primo Piano
Le società di rating
Cosa sono e perché una loro stima può cambiare l’economia di un paese. La loro affidabilità
Nei giorni scorsi le Agenzie di Rating hanno declassato le economie di interi Stati accelerando o acuendo le crisi economiche in atto. La Francia ha perso la mitica tripla A e l’Italia è stata equiparata, come affidabilità nella restituzione dei prestiti alla Colombia o al Kazaghistan. Prima o poi toccherà anche alla Germania. Anche se la cosa ha sorpreso non solo gli analisti, ma anche la gente comune, una spiegazione apparentemente solo tecnica c’è e riguarda il fatto che alla base del sistema globale dei mercati c’è innanzitutto una valutazione dell’economia incentrata sul debito e sulla capacità quindi di ogni singola società o stato di far fronte stabilmente agli impegni di debito assunti.
A tale proposito, vale la pena allora sottolineare che la ricchezza “finanziaria” mondiale è oggi stimata all’incirca pari a dodici volte quella “reale”.
E pertanto, alla base di ogni giudizio sul rischio di indebitamento, pesa essenzialmente il volume delle risorse di debito impegnate per la crescita, sì che, a parità di investimenti e produttività reale, un paese rischierà di più rispetto ad un altro se maggiore sarà il suo volume di debito contratto con l’estero. E tuttavia, per rimanere nell’ambito di un confronto precedentemente avviato, nel 2010 il Kazakistan ha riportato un tasso di crescita del 7% con un livello di debito pubblico pari al 16,2%, in crescita di due punti percentuali rispetto al dato del2009, in rapporto al PIL, stimato pari a 198 miliardi di dollari statunitensi. Nello stesso anno, per l’Italia è stato viceversa registrato un tasso di crescita di poco superiore all’1% con un livello di debito pubblico pari al 120% circa del PIL, stimato pari a 1.774 trilioni di dollari statunitensi. Per mettersi al riparo di possibili default, i Paesi colpiti dal declassamento hanno dovuto varare misure di austerità che fin’ora hanno avuto come unico effetto quello di deprimere ancora di più questi paesi. A questo punto nasce il sospetto che i giudizi delle Agenzie di Rating sono siano tutti trasparenti ed oggettivi, ma che siano la lunga manus di qualcun altro. Dell’ultimo declassamento si è mormorato di una sorta di lotta portata avanti dagli Usa contro la Ue per impedirne la sua affermazione come un forte soggetto politico economico, in ciò aiutata dal Regno Unito. Addirittura c’è una iniziativa della magistratura incline evidentemente a credere a queste cose ed ha avviato una propria inchiesta. Ma cosa sono queste agenzie e come funzionano. Henry Varnum Poor , autore della Storia finanziaria delle ferrovie e dei canali degli Stati Uniti si batté affinché le aziende fossero obbligate a rendere pubblici I loro bilanci al pubblico e a possibili investitori. Il figlio Henry William, insieme a Luther Lee Blake, un analista finanziario, crearono indici finanziari chiari e trasparenti, fino alla fondazione dell'agenzia di rating Standard & Poor's. Similmente il giornalista economico, John Moody, paladino della trasparenza finanziaria delle aziende, nel 1909 fondò Moody's. Oggi, Standard & Poor's e Moody's sono le due maggiori agenzie di rating al mondo. Il rating, cioè valutazione, è un metodo utilizzato per classificare sia i titoli obbligazionari, che le imprese o gli Stati emettono, sia i titoli azionari delle società quotate in borsa. Per formulare un rating vengono presi in considerazione : A) Parametri quantitativi - analisi di bilancio per conoscere i dati economico-finanziari utili a valutare la capacità del soggetto preso in esame di far fronte alla copertura del debito e la sua capacità di remunerazione del capitale; B) Parametri qualitativi - analisi del settore in cui si opera e valutazione del management.
La valutazione è espressa attraverso un voto in lettere, in base al quale il mercato stabilisce un premio per il rischio da richiedere all'azienda per accettare quel determinato investimento. Scendendo nel rating aumenta il premio per il rischio richiesto e quindi l'emittente deve pagare uno spread maggiore rispetto al tasso risk-free ( senza rischio). Un declassamento del rating di aziende o soggetti pubblici particolarmente indebitati, ha la conseguenza a breve termine di provocare un rialzo degli interessi applicati ai prestiti in corso, e quindi un aumento degli oneri finanziari. Il debitore per evitare un peggioramento del rating è costretto ad adottare drastiche misure, perché difficilmente il mercato non reagisce negativamente rispetto al declassamento (downgrading). Le ragioni delle Agenzie sono tenute in maggior conto di quelle delle società interessate, a prescindere dai conflitti di interesse.
In questo senso si parla di “dittatura delle Agenzie di rating” , verso la quale comunque ci sono sintomi si sempre maggiore insofferenza. Molte volte per prevenire l’ostacolo gli stessi soggetti indagati sono coloro che finanziano gli studi di valutazione, con ulteriori evidenti conflitti di interesse. Come pure le società, i Fondi pensione ( specie quelli statunitensi o canadesi) e perfino gli Stati sono coloro che posseggono azioni delle agenzie di rating. Così queste possono chiedere anche che il rating non venga pubblicato: in tal caso resterà riservato e non di pubblico dominio. In caso di pubblicazione, invece, il rating diventa noto al mercato. Da questo momento in poi l'agenzia di valutazione tiene sotto monitoraggio il rating, per valutare eventuali promozioni o declassamenti. Un declassamento o una sovrastima del rating aprono (a chi ha le giuste informazioni) occasioni di guadagno speculativo.
Le autority nazionali stabiliscono in quali ambiti di attività il rating rilasciato da un'agenzia ha valore e può essere utilizzato secondo quanto previsto dalle leggi vigenti ma sovente basta un semplice annuncio sui mass media perché il mercato vi si adegui a prescindere. Si deve comunque osservare che rispetto all’ultimo declassamento non ci sono stati “sfracelli” borsistici, almeno nel breve periodo a livello dei singoli mercati finanziari, mentre per gli Stati qualche problema continua a crearlo, anche perché, perfino il cosiddetto “Fondo Salva Stati” è stato oggetto di declassamento. Di seguito i vari rating ed il loro significato. AAA Elevata capacità di ripagare il debito AA Alta capacità di pagare il debito A Solida capacità di ripagare il debito, che potrebbe essere influenzata da circostanze avverse BBB Adeguata capacità di rimborso, che però potrebbe peggiorare BB, B Debito prevalentemente speculativo CCC, CC Debito altamente speculativo D Società insolvente.
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