Già in vigore dal 2019 al 2021,è utile a chi ha periodi di “buco” contributivo e si può aggiungere al riscatto della laurea.

Possono chiedere questo speciale riscatto solo quelli che hanno cominciato a lavorare dal 1° gennaio 1996. I periodi riscattabili non devono essere per forza continuativi. Il costo si applica l’aliquota contributiva di della gestione previdenziale in cui opera il riscatto, alla data di presentazione della domanda. Nello specifico: 33% per lavoratori dipendenti; 24% circa per lavoratori autonomi; 25,72% per gli iscritti alla Gestione Separata . Le aliquote si applicano alla retribuzione media percepita e nell’anno che precede la domanda. Per avere il costo complessivo del riscatto, come detto, serve moltiplicare l’importo ottenuto per gli anni da riscattare. Tale aliquota va applicata all’imponibile dell’ultimo anno. In pratica si moltiplica l’imponibile degli ultimi 12 mesi per l’aliquota contributiva, e poi per il numero di anni da riscattare. La cifra così ottenuta sarà il costo.
Chi utilizza ha c.d. pace contributiva ha diritto ad una detrazione fiscale del 50% e una rateizzazione
fino al massimo in 10 anni (120 rate mensili) senza interessi. Possono accedere tutti gli iscritti all’Inps

I periodi riscattabili devono essere collocati nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 1996 e il 31 dicembre 2023.