Roma, 7 feb.2024 – I fondi pensione e le casse di previdenza sono strategici per il sistema di welfare, mentre gli investimenti in real economy stanno apportando un contributo significativo al sistema paese e all’Europa, generando rendimenti significativi e poco correlati nei portafogli con orizzonte temporale a lungo termine. Se ne è parlato in un convegno organizzato a Roma dall’Osservatorio sul Welfare di Luiss Business School con Finint Investments ed Allspring Global Investments, per mettere a confronto Italia ed Europa sul tema degli investimenti in economia reale.
Proprio per la loro strategicità occorre quindi incrementarne l’incidenza sul nostro paese, come spiega Mauro Marè, Direttore dell’Osservatorio sul Welfare della Luiss Business School: “I fondi pensione non investono molto sull’Italia, investono soprattutto all’estero. Investono in Italia intorno a 3-5%, la casse investono molto di più tra il 10 e il 30%. Il problema è che si deve fare di più: servono risorse per la crescita italiana, per le imprese, per la cosiddetta economia reale, e quindi gli investitori istituzionali, casse, fondi pensione e le fondazioni sono un veicoli fondamentale per la crescita dell’economia italiana, per offrire prestazioni di welfare non solo di pensione ma anche di sanità, fondi sanitari e coperture assicurative, di fronte a nuovi rischi come long term care o l’economia degli anziani”.
Nel confronto con gli altri stati si capisce che c’è ancora molto da fare come aggiunge Marè: “L’Italia ha un patrimonio piccolo rispetto agli altri, Stati Uniti e Regno Unito hanno un patrimonio dei fondi pensioni, delle case, superiore al 120-130% del Pil. In Italia siamo fondi pensioni 10% del Pil e casse 5% quindi siamo al 15%. Se pensiamo che 15 anni non c’era è un progresso notevole, ma siamo ancora molto lontani, quindi c’è ancora molto da fare, sicuramente incentivi fiscali possono aiutare, ma serve una cultura collettiva anche accademica dell’investimento nell’economia reale che possa sviluppare questi investitori istituzionali e permettere di offrire prestazioni pensionistiche e sanitarie integrative rispetto al primo pilastro”.

Fonte: Askanews